I muri del proprio immaginario

Digitalizzato_20150205

In questa mostra personale Milena Buzzoni trae esperienza da altri lavori svolti in anni precedenti. Dopo un’attenta ricerca formale, rivisita l’arte del primo dopoguerra nelle cosiddette poetiche dell’Informale, termine che spesso e’ divenuto sinonimo di tutta l’arte contemporanea non figurativa, come era un tempo il termine “astratto”. Negli ultimi lavori esposti si evidenzia una pittura non piu’ articolata da un’estetica tradizionale e precostituita, ma, al contrario, la Buzzoni si appropria di quell’arte senza schemi, disegni e composizioni per carpire la struttura della materia come linguaggio essenziale. Non solo la forma e’ scomparsa, ma anche il colore si fa incerto e viene sostituito da grumi, materie varie, abrasioni, miscugli omogenei. Il fare pittura, per Milena, e’ un fare Emotivo-Mentale, quel processo materico che non semplifica ma va sempre avanti, complicandosi, incorporando aspetti o momenti del reale; le impronte lasciate sulla superficie della tela diventano annotazioni di una realta’ nella ricerca dell’esistere, e forse finanche dell’essere, come del resto era stato in quel preciso periodo storico dell’informale. Probabilmente questo pensiero nel fare pittura non e’ desueto ma piu’che mai presente nel nostro tempo. Milena Buzzoni, nel suo operare, avverte con grande sensibilita’ e capacita’ il rigenerarsi delle materie da lei trattate per costruire quei muri del proprio immaginario…

Marco Ara